BOXE

Il pugilato (in inglese boxing; in francese boxe) è uno dei più antichi e noti sport da combattimento.

A livello competitivo esso si svolge all’interno di uno spazio quadrato chiamato ring, tra due atleti che si affrontano colpendosi con i pugni chiusi (protetti da appositi guantoni), allo scopo di indebolire e atterrare l’avversario. Questo sport è conosciuto, a partire dal XVIII secolo, anche come “la nobile arte”, richiedendo ai suoi praticanti caratteristiche come coraggio, forza, intelligenza e velocità.

La parola “pugilato” deriva dal latino pugilatus, la quale trae origine da pugil, che indica l’atleta che lotta con il pugnus, ovvero con il “pugno”.

Nel XVIII secolo si vollero dare delle regole al pugilato al fine di farlo rendere un’attività sportiva. Nei primi anni del Settecento il pugile inglese James Figg (1695- 1740) concepì il pugilato come uno sport dove era più importante difendersi che attaccare. Lo stesso Figg fu il primo a definire il pugilato nobile arte. Nel 1719 vinse il campionato d’Inghilterra e si autoproclamò campione del mondo di pugilato dopo 15 incontri vinti consecutivi.

La boxe del XVIII secolo era molto diversa da quella di oggi. Spesso capitava che i colpi venissero portati a “martello”, dall’alto verso il basso, e il perimetro entro il quale combattevano i pugili era delimitato dagli stessi spettatori dell’incontro oppure si tracciava una semplice linea circolare per terra. I pugili si battevano senza mai fermarsi; quando uno di questi cadeva l’avversario lo cominciava a colpire appena si rialzava da terra. Il combattimento si svolgeva a pugni nudi e si proseguiva ad oltranza senza riprese.

Quando James Figg decise di ritirarsi aveva accumulato una discreta fortuna in denaro, con questi soldi fondò a Londra la prima Accademia della boxe e in seguito cominciò ad organizzare gli incontri in un anfiteatro ad Oxford Street. Grazie all’opera di Figg la boxe comincia a trovare il suo naturale sviluppo. La sua accademia rappresenterà un importante serbatoio di idee e d’innovazioni che faranno imboccare a questo sport la strada che lo porterà verso la sua fase moderna.

James Figg può essere ricordato come il padre della boxe. Fu egli che con la propria opera diffuse le esibizioni di pugilato e la sua iniziativa rese possibile l’apertura di molti altri anfiteatri in Inghilterra. Il pugilato ebbe un grande successo sia per il numero di praticanti che per il numero di sostenitori, tanto che l’Inghilterra fu il primo paese al mondo in cui nacque la figura del pugile professionista. Raggiungere la vittoria nel titolo di campione di Inghilterra significava raccogliere un enorme prestigio e vincere concrete somme di denaro. Il titolo di campione di pugilato inglese dal 1700 fino alla prima metà del XIX secolo fece la storia di questo sport, e praticamente equivaleva al titolo di campione del mondo.

Il suo successore fu George Taylor, uno dei migliori pugili che si allenavano nell’anfiteatro londinese, già da tempo Figg lo aveva definito il suo pupillo. Non abbiamo molte prove concrete che ci forniscano un elenco delle vittorie di Taylor, comunque seguendo una logica moderna Taylor può essere definito come il nuovo campione del mondo della boxe. Dopo Taylor il titolo di campione d’Inghilterra fu vinto da Jack Broughton, rimasto famoso nella storia per aver formulato nel 1734 il primo codice di disciplina per i combattimenti di pugilato e per aver inventato i guantoni da combattimento.

Broughton era più intelligente che forte. Capì che la boxe non era solo un combattimento violento e cieco ma una precisa armonia tra difesa e attacco. Introdusse la tecnica del colpire e ritirarsi e del fermarsi e bloccare il colpo avversario. Broughton rimase famoso sia per le sue vittorie sia per la sua grande onestà, durante e dopo gli incontri.

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